L'unità di misura è il grammo
Il prezzo di una confezione, da solo, dice poco. Due prodotti venduti a 20 euro possono contenere quantità molto diverse, quindi il confronto richiede una divisione: prezzo totale per grammi netti. Dodici euro per due grammi fanno 6 euro al grammo; 30 euro per dieci grammi ne fanno 3, anche se lo scontrino è più alto.
Il conto vale a parità di prodotto. Metodo di coltivazione, varietà, annata e documentazione possono cambiare da una confezione all'altra, e il prezzo al grammo serve a porre la domanda giusta su quella differenza, senza bastare da solo a spiegarla.
I prezzi documentati, in ordine di data
Non risulta una rilevazione ufficiale dei prezzi al consumo per questo comparto: come spiegato nella ricognizione dei numeri del settore, le attività si registrano sotto codici statistici diversi e non esiste un censimento dedicato. Le tracce disponibili sono quindi giornalistiche e riguardano singoli momenti:
- Marzo 2018. Studio Cataldi, in un articolo sulla vendita nelle tabaccherie, riporta prezzi «dai 20 ai 40 euro a confezione» [1]. Il grammaggio non è indicato, perciò la cifra non si può convertire in euro al grammo.
- Febbraio 2021. VareseNews, parlando di un singolo negozio online, riferisce di due grammi a 12-13 euro, «circa 6/7 euro a grammo», e di un formato premium fra 10 e 60 grammi che scende da 4 euro a meno di 3 euro al grammo [2]. È un contenuto dal taglio promozionale e descrive un solo venditore: va letto come esempio e non come media di mercato.
- Febbraio 2022. La testata di settore Business of Cannabis indica per il fiore di canapa in Europa un costo fra 250 e 300 euro al chilogrammo, aggiungendo che considerando le informazioni non pubblicate le quotazioni possono variare in modo più marcato [3]. È un riferimento all'ingrosso, europeo e generico.
Sono dati vecchi di almeno quattro anni e non descrivono il mercato di oggi. Dicono però qualcosa di stabile: la distanza fra un acquisto piccolo e uno grande è ampia, e quella fra materia prima e prezzo finale lo è ancora di più.
Il formato: perché il grammo costa meno nelle confezioni grandi
Il caso del 2021 mostra un prezzo al grammo che, passando dai 2 grammi ai 60, scende a meno della metà [2]. In termini assoluti, 60 grammi a 3 euro fanno 180 euro; gli stessi 60 grammi al prezzo del formato piccolo, 6 euro, ne farebbero 360.
Il meccanismo è comune a molte merci vendute a peso: confezionamento, etichettatura e gestione dell'ordine pesano su ogni pezzo, e su un pezzo piccolo incidono di più. Chi confronta i listini deve quindi paragonare formati uguali, oppure riportare tutto al grammo: mettere il prezzo di una confezione da 2 grammi accanto a quello di una da 50 falsa il confronto a favore della seconda.
Il metodo di coltivazione: outdoor, serra, indoor
La geografia della coltivazione italiana riflette tre metodi. Secondo la ricostruzione pubblicata da Linkiesta nel novembre 2018, le coltivazioni all'aperto erano concentrate nel Centro-Sud, quelle in serra o indoor soprattutto nel Centro-Nord; nello stesso articolo, una stima Coldiretti indicava il passaggio da meno di 400 ettari nel 2013 a oltre 4.000 nel 2018 [4].
La voce che separa di più i metodi è l'energia. Un'analisi di New Frontier Data del 2018 calcola che la coltivazione indoor richieda 18 volte l'energia di quella all'aperto per produrre un grammo, pur rendendo di più a parità di superficie [5]. Il dato riguarda la cannabis in generale e non la canapa italiana, quindi va preso come ordine di grandezza. Spiega comunque perché illuminazione e climatizzazione sono costi che l'outdoor non conosce, mentre l'outdoor dipende da superfici più ampie, stagione e raccolto annuale.
Non abbiamo trovato una serie pubblica che confronti i prezzi italiani per metodo di coltivazione. Una differenza fra indoor e outdoor sullo stesso scaffale va quindi verificata caso per caso, sul listino.
Dalla materia prima al prezzo finale
Se si accosta il riferimento all'ingrosso del 2022, 250-300 euro al chilo cioè 0,25-0,30 euro al grammo [3], ai 3-7 euro al grammo del caso del 2021 [2], la distanza è di un ordine di grandezza. Il confronto è solo indicativo, perché mette insieme anni, mercati e qualità diversi. Non misura un margine.
In quella distanza stanno più passaggi: selezione e rifinitura manuale, essiccazione e conservazione del lotto, analisi di laboratorio, confezionamento, logistica, spese di vendita, resi e prodotto invenduto. Quanto pesi ciascuno varia da un operatore all'altro, e nessuna fonte pubblica che abbiamo consultato ne dà una scomposizione. Già nel marzo 2018 la stampa contava più di 300 attività commerciali in tutto il Paese [1]: è ragionevole attendersi strutture di costo diverse sullo stesso mercato.
Varietà, chemiotipo e analisi
Una parte del prezzo riguarda ciò che si può documentare del prodotto. La varietà di partenza si può ricondurre a un registro pubblico, e il legame fra genetica e tecnica di coltivazione è spiegato nella guida a seedless e varietà del catalogo europeo. Il chemiotipo indica quale cannabinoide prevale nella pianta: le sigle sono descritte nella panoramica su THC, CBD, CBG e CBN.
Il documento che lega questi dati a una singola confezione è il referto del laboratorio. Un listino che lo mette a disposizione lotto per lotto consente un confronto che il solo prezzo non permette, e per orientarsi fra le righe è utile sapere come si leggono i certificati di analisi.
L'IVA dentro il prezzo
Il prezzo esposto al consumatore comprende l'imposta. Con la risposta a interpello n. 232 del 12 luglio 2019, l'Agenzia delle Entrate ha indicato per la cessione di florescenze di canapa l'aliquota IVA ordinaria [6], oggi del 22% [7]. La risposta riguardava il caso di un'azienda agricola e un prodotto destinato al settore florovivaistico; nello stesso documento, per i panelli e la farina di canapa e per l'olio ottenuto dalla spremitura a freddo del seme, l'Agenzia ha indicato l'aliquota del 10% [6].
Il calcolo è semplice: su 10 euro di prezzo finale con aliquota al 22%, l'imponibile è di circa 8,20 euro e l'imposta di circa 1,80. È una voce che incide sul prezzo in proporzione costante, qualunque sia il formato.
Come confrontare due listini
Riassumendo in una sequenza pratica:
- riportare ogni confezione al prezzo per grammo, usando il peso netto;
- confrontare formati simili, dato che il prezzo al grammo scende con la quantità;
- controllare se sono indicati metodo di coltivazione e varietà;
- verificare se il referto del laboratorio è legato al lotto in vendita;
- aggiungere le spese di spedizione al totale, perché su un formato piccolo pesano più che su uno grande.
Per esercitarsi su un listino attuale si può aprire, ad esempio, la raccolta di infiorescenze di JustMary, che fa capo allo stesso editore di questo archivio: i criteri qui sopra valgono per qualunque catalogo, compreso quello.
Questa guida riguarda i prezzi e la loro composizione, e non tratta la disciplina del settore. Gli sviluppi del 2025 sono ricostruiti nell'articolo dedicato al decreto sicurezza.
Per ricostruire tutta la vicenda
Il percorso del mercato anno per anno è nella cronologia della cannabis light in Italia; la storia del marchio che ha dato il nome a questo archivio e la situazione dei suoi canali di vendita sono nella pagina sui rivenditori del marchio.